Alla Primaria dell’Istituto Sacramentine, la psicologa dell’associazione @Pepita ha proposto ai bambini un’attività intensa e significativa.
Un gesto semplice ma potente per comprendere che quando un membro del gruppo viene colpito, siamo tutti coinvolti.
Successivamente, i bambini hanno scritto su un cartellone frasi di insulto sentite, dette o ricevute. Insieme hanno riflettuto su quanto sarebbe doloroso se tutte quelle parole fossero rivolte a una sola persona.
Poi ciascuno ha disegnato la propria mano e vi ha scritto una frase di conforto e sostegno. Le mani sono state incollate sopra le frasi offensive, coprendole.
Perché le parole possono ferire, ma possono anche curare.










